Il rinvaso del bonsai: quando e come farlo
Il rinvaso del bonsai o il semi rinvaso è un'operazione delicata e allo stesso tempo fondamentale per la salute e la longevità della pianta. Non è solo una questione tecnica: è una pratica essenziale per mantenere l'equilibrio tra radici e chioma, garantendo alla pianta lo spazio e i nutrienti necessari per prosperare. Spesso è anche il momento in cui si scoprono eventuali problemi nascosti sotto la superficie.
In che periodo si può travasare il bonsai?
Il periodo migliore è tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, quando la pianta si risveglia dal riposo vegetativo. In zone a clima mite, il rinvaso può iniziare già da dicembre. È sconsigliato invece in pieno inverno o estate, periodi in cui la pianta è sottoposta a stress o in dormienza.
Quando è davvero necessario rinvasare?
Il rinvaso di un bonsai va fatto per delle ragioni ben precise: tra i segnali da osservare ci sono le radici che fuoriescono dai fori del vaso, l'acqua che non penetra nel substrato sintomo di una difficoltà del terreno nell’assorbire adeguatamente l’acqua, la crescita rallentata o foglie che ingialliscono, e l’apparato radicale che si solleva dal vaso come segno di radici rigonfie sotto, oppure notiamo un forte malessere della pianta che spesso dipende da un terreno non idoneo.
In un caso recente (vedere video a seguire) un Pino Bianco giapponese mostrava segni di sofferenza: alcune parti si stavano seccando. Analizzando il substrato, abbiamo trovato ancora sabbia di fiume e persino argilla da campo: materiali poco adatti al nostro clima, che trattenevano troppa umidità. Il rinvaso è stato inevitabile.
Come cambiare il vaso a un bonsai
Cambiare vaso serve a rinnovare il substrato, favorire lo sviluppo radicale e ridare equilibrio alla pianta.
La procedura prevede di sospendere l'irrigazione il giorno prima, estrarre la pianta dal vaso delicatamente, eseguire una potatura delle radici danneggiate o ingrossate, posizionare la pianta in un vaso pulito e ben drenato, aggiungere il nuovo substrato e concludere con un'annaffiatura abbondante finale. Le radici sono un tessuto vitale e vanno trattate con rispetto e calma.
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Cosa mettere nel vaso del bonsai?
Il substrato gioca un ruolo chiave e deve garantire ottimo drenaggio, buona areazione e tenuta idrica controllata.
Il mix che consigliamo noi di La Gemma del Bonsai comprende pomice per il drenaggio e la ritenzione dei nutrienti, lapillo vulcanico perché è leggero ed evita compattamenti e zeolite come copertura finale che agisce da stimolante radicale e non va mischiata ma stesa sopra il substrato. È importante evitare substrati torbosi o sabbiosi che trattengono troppa umidità e possono causare marciume radicale.
In una pianta arrivata dal Giappone, abbiamo trovato sabbia fine e torba compatta: il substrato non si asciugava mai. È stato sostituito con una miscela di lapillo e pomice, migliorando visibilmente la salute della pianta.
Rinvaso passo dopo passo
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Preparazione degli strumenti: Procurarsi vaso, substrato, forbici, retine, rastrello e fili per ancoraggio.
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Estrazione della pianta: Estrarre la pianta con delicatezza. Se il vaso è stretto o danneggiato, è meglio romperlo.
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Lavorazione dell'apparato radicale: Rimuovere radici morte, centrali troppo grosse o aggrovigliate. Non potare mai oltre un terzo del totale.
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Nuovo vaso e substrato: Preparare uno strato drenante, posizionare centralmente la pianta e riempire gradualmente. Usare un bastoncino per far penetrare bene il substrato.
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Ancoraggio: Necessario per alberi instabili o con radici ridotte.
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Annaffiatura abbondante: Continuare fino a completo drenaggio.
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Cure post-rinvaso: Tenere all'ombra, evitare concime per due settimane e osservare quotidianamente.
Ogni quanto si rinvasa un bonsai?
Non esiste una regola fissa valida per tutti. La frequenza del rinvaso va valutata caso per caso, osservando attentamente la pianta piuttosto che seguendo ciecamente una scadenza prestabilita.
Molti dicono che andrebbe fatto ogni 2 o 3 anni, ma la realtà è più sottile: più a lungo una pianta può restare in un vaso con un substrato adatto, meglio è. Quando le radici crescono lentamente, anche la pianta invecchia con più grazia: la crescita si riduce, il fogliame si sviluppa in armonia e sintonia con il ritmo della pianta, le strutture si stabilizzano.
Al contrario, un rinvaso troppo ravvicinato stimola la pianta a produrre nuove radici rapidamente, a ingrossare i rami e a sviluppare foglie più grandi, una reazione che ringiovanisce l’albero e ne altera l’equilibrio. Nel nostro vivaio abbiamo bonsai che, essendo coltivati e seguiti con attenzione, restano nello stesso vaso anche per 10–12 anni, mantenendo struttura, maturità e proporzioni raffinate.
L’obiettivo non è far crescere, ma far invecchiare bene. E il rinvaso, sebbene importante, deve avvenire solo quando serve davvero.
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Quando fare un falso rinvaso
Alla Gemma del Bonsai, non pratichiamo il falso rinvaso. A nostro avviso, è un intervento che non porta reali benefici: se il substrato originale è inadeguato o sta causando marciumi radicali, limitarsi a spostare la pianta in un vaso più grande aggiungendo solo nuovo terriccio non risolve il problema alla radice. Il terreno vecchio rimane al centro, compatto e saturo, e il malessere della pianta persiste, nascosto ma attivo.
Per questo, quando affrontiamo un rinvaso curativo, preferiamo rimuovere almeno il 70% del substrato esistente, liberare l’apparato radicale e inserire un nuovo mix drenante e vitale. In questo modo, la pianta ha la possibilità concreta di riprendersi e riorganizzare le proprie radici in un ambiente sano.
Errori da evitare
Gli errori più comuni sono rinvasare in piena estate o inverno, usare substrato universale da giardino, potare troppo le radici, dimenticare il fissaggio quando necessario e non annaffiare subito dopo l'operazione.
Consigli utili e materiali necessari
Gli strumenti indispensabili sono vaso bonsai con fori, substrato composto da pomice e lapillo, retine, rastrello, forbici, filo da bonsai e opzionalmente micorrize.
È importante informarsi sulla specie del bonsai poiché ogni albero ha esigenze uniche.
La pazienza è la prima virtù del bonsaista e ogni rinvaso è un gesto di ascolto verso la pianta.
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Domande frequenti
In che periodo si può travasare il bonsai?
Tra fine inverno e inizio primavera, evitando i periodi estremi.
Come cambiare il vaso a un bonsai?
Estrarre, pulire e potare le radici, rinvasare con substrato drenante e annaffiare bene.
Cosa si mette nel vaso?
Substrato ben drenante come pomice, lapillo. Zeolite in superficie, mai mescolata. Retine sui fori.